COME ALLUNGARE LA VITA E CURARSI MEDIANTE PERIODICO DIGIUNO E RESTRIZIONE CALORICA – IL PIÚ EFFICACE PIANO ANTINVECCHIAMENTO NATURALE, SCIENTIFICAMENTE PROVATO

 

 
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Overweight = 25-29.9
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Attività fisica e durata di vita

Avrete già sentito il consiglio: "se ti alleni, vivrai piú a lungo." La buona notizia; o la cattiva, se non vi va di fare nient' altro di attivo che scaricare iTunes; è che è vero. La ricerca lo supporta. Uno studio del 2007 nel Journal of the American Medical Assn. ha trovato che chi è piú in forma vive piú a lungo, anche se ha chili in piú intorno alla vita. Fra i 2,603 adulti 60-enni e oltre, arruolati in quello studio longitudinale, chi era piú in forma (quelli che superavano meglio un test da sforzo) aveva pure i piú bassi fattori di rischio per ipertensione, diabete e colesterolo alto.

Le modifiche negative al nostro corpo col tempo, si possono ascrivere per lo piú a due cose, dice Wojtek Chodzko-Zajko, capo del dipartimento di chinesiologia all' Università dell' Illinois di Urbana-Champaign: invecchiamento normale ed invecchiamento da malattia (cioè, cambiamenti accelerati dalle infermità e da condizioni come diabete e disturbo cardiaco). L' esercizio fisico, dice, può ridurre la gravità di entrambi i tipi.

Mantenere la forza: L' invecchiamento normale si traduce in una graduale perdita di massa muscolare (circa l' 1% all' anno) che inizia nella mezz' età. Allenando la forza si può compensare questa perdita, detta sarcopenia, dice Chodzko-Zajko. "Il legame fra funzionalità e longevità può essere indiretto; ma una maggiore massa muscolare ti permette di stare in piedi e mantenere le funzioni, cosa che in carrozzina non puoi fare."

Avere muscoli piú forti, specialmente quelli delle gambe, e migliore equilibrio può significare meno cadute, una principale causa di morte tra gli anziani, secondo l' American Geriatrics Society.

Salute cardiovacolare: Col tempo le arterie si fanno piú rigide, spianando la strada alla malattia cardiovascolare. La composizione chimica della parete arteriosa inizia a modificarsi, dice Douglas Seals, professore al dipartimento di fisiologia integrativa all' Università del Colorado, rendendo le pareti piú dure.

"Questo indurimento delle arterie può provocare cambiamenti alla pressione sanguigna, aggiungendo altro stress al cuore", aggiunge Seals. Una regolare ginnastica aerobica, dice, rallenta o inverte alcuni dei cambiamenti.

Rischio di diabete: Invecchiando, il controllo del glucosio sanguigno diventa meno robusto, rendendoci piú insulino-resistenti e sempre piú suscettibili al diabete. Le persone quando invecchiano tendono anche ad aumentare di peso, innalzando ulteriormente la probabilità di sviluppare la malattia.

Durante l' esercizio aerobico, I muscoli si prendono il glucosio dal sangue e lo usano come combustibile, mantenendo bassi i livelli di zucchero nel sangue. Pure l' esercizio fa sí che il pancreas riduca la produzione di insulina. In special modo l'allenamento continuo, costante fa sí che il fegato prenda acido lattico, amminoacidi e grassi e li trasformi in glucosio, alimentando ancora i muscoli e regolando i livelli di zucchero nel sangue.

Controllo delle infiammazioni: L' infiammazione può pure peggiorare quando invecchiamo ed essere aggravata dal peso in piú, innalzando il rischio di disturbo cardiovascolare, abbassando il sistema immunitario, aprendo cosí la strada a batteri e virus che si insediano e pure alla crescita di cellule cancerogene. Ma l'allenamento può ottenere una riduzione dei livelli di proteina C-reattiva, un marcatore dell' infiammazione.


Obes Rev. 2009 Sep 9. 
Physical activity, fitness and fatness: relations to mortality, morbidity and disease risk factors. A systematic review.
Fogelholm M.
The Academy of Finland, Health Research Unit, Helsinki, Finland.

Sommario: Lo scopo di questo esame sistematico era studiare i relativi rischi sanitari di una scarsa forma cardiorespiratoria (o inattività fisica) in persone normopeso, contro l' obesità negli individui in buona forma cardiorespiratoria (notevole attività fisica). I criteri base per l' inclusione erano: publicazione nell' anno 1990 o dopo; partecipanti adulti; eventuale supplemento al progetto, caso-controllo o trasversale; dati sulla forma cardiorespiratoria e/o attività fisica; dati sull' IMC (indice di massa corporea), circonferenza vita o composizione corporea; risultanze sulla mortalità da qualunque causa, mortalità da malattia cardiovascolare, incidenza della malattia cardiovascolare, fattori di rischio per diabete tipo 2 o cardiovascolare e diabete tipo 2. Trentasei pubblicazioni soddisfarono i criteri per essere incluse. I dati indicano che il rischio di mortalità da ogni causa e cardiovascolare era piú basso in individui con elevato IMC e in buona forma aerobica, rispetto ad individui con IMC normale e scarsa forma fisica. Per contro, avere un IMC alto, anche con elevata attività fisica, dava un rischio maggiore d' incidenza del diabete tipo 2 e una prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare e diabetico, rispetto all' IMC normale con bassa attività fisica. Le conclusioni del presente esame non si possono applicare ad individui con IMC > 35.



L' esercizio fisico aiuta i pazienti con linfoma; dicono i ricercatori:

I ricercatori all' Università di Alberta hanno appurato che l' esercizio giornaliero si può rivelare utile per i pazienti con linfoma che ricevono la chemioterapia. Uno studio di tre anni mostra significativi miglioramenti nelle funzioni fisiche e benefici alla qualità di vita complessiva in pazienti con linfoma. 122 partecipanti con linfoma Hodgkin e non-Hodgkin sono stati inclusi in questo studio. Erano suddivisi in gruppi, per tipo di malattia e condizioni di trattamento, cioè se all' epoca erano sottoposti a chemioterapia o non ricevevano alcun trattamento.
 
I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a un programma di esercizi, inteso a massimizzare la salute cardiovascolare. È stato loro chiesto di sottoporsi agli esercizi tre volte a settimana, per la durata di quasi dodici settimane. I pazienti con linfoma che si sono sottoposti agli esercizi hanno riportato un significativo miglioramento nelle funzioni fisiche, nella qualità di vita complessiva, minore affaticamento, felicità aumentata, meno depressione e miglioramento della massa corporea magra. Il gruppo soggetto a chemioterapia ne ha beneficiato altrettanto quanto il gruppo che era fuori trattamento.
 
Kerry Courneya, Canada Research Chair in attività fisica e cancro alla Facoltà di Educazione e Ricreazione Fisica, che ha guidato questo studio, ha riferito che un programma d' esercizi ad intensità vigorosa non ha interferito con la capacità dei pazienti con linfoma di completare i loro trattamenti chemioterapici. Ha inoltre aggiunto di aver trovato che il 46.4 % dei pazienti nel gruppo che si esercitava ha avuto una risposta completa al proprio trattamento, rispetto a soltanto il 30.8 % nel gruppo assistito normalmente.



 
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