Side effects and complications
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COME ALLUNGARE LA VITA E CURARSI MEDIANTE PERIODICO DIGIUNO E RESTRIZIONE CALORICA – IL PIÚ EFFICACE PIANO ANTINVECCHIAMENTO NATURALE, SCIENTIFICAMENTE PROVATO

 

 
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Possibili effetti collaterali o complicanze nel digiuno terapeutico, ed indicazioni per smetterlo. 


Chetoacidosi (non compensata) con pesanti, crescenti complicazioni. 

Capita nel 2-5% dei pazienti, di solito nel primo giorno. È accompagnata da vertigini, nausea, vomito, debolezza generale. In questo caso si deve prescrivere acqua minerale alcalina o idrocarbonato di sodio (2-3 g ogni 2-3 ore). Se non si ha alcun effetto in 12-24 ore, si deve cessare il digiuno. Va preso dell' idrocarbonato di sodio, inalazioni di ossigeno e la nutrizione di rialimentazione. Ma se il paziente è fortemente deciso a continuare il digiuno, lo si può continuare dopo 2-3 giorni (metodo del digiuno frazionato).


Collasso ortostatico (sincope)


Il piú delle volte questo si verifica in pazienti che soffrono di ipotonia (AP sotto i 90/60 mm). Se capita, il paziente deve stare in posizione orizzontale con le gambe alzate, si deve assicurare l' afflusso di aria fresca, si mette un tampone con ammoniaca liquida sotto il naso, (in rari casi iniezione di caffeina o cordiamina). Se la sincope si ripete, il digiuno va smesso. Come misure profilattiche si raccomanda di evitare movimenti bruschi, o di alzarsi rapidamente dal letto.



Aritmia maligna, angina instabile

Capita molto raramente e si presenta come extrasistole. Alla sua base giace l' ipocaligistia, causata dalla chetoacidosi e dall' interruzione di attività della Fase K+-Na+-AT. Se il paziente lamenta tachicardia o dolori nella zona del cuore, occorre fare un' elettrocardiogramma urgente. Vanno prescritti preparati con potassio (panangin, asparkam, ecc.) e adrenobloccanti (obzidan). Se non c' è alcun risultato positivo entro 12-24 ore, si deve smettere il digiuno. Una misura profilattica consiste nel non consentitire il digiuno di lungo termine a persone che nelle anamnesi risultano soffrire di aritmia cardiaca. In questo caso si può applicare il metodo del digiuno frazionato (1-2-3 giorni di digiuno).


Colica renale e biliare

Può esservi in un paziente con calcolosi ai reni o al fegato. Se ha inizio la colica, il digiuno si deve smettere, vanno prescritti degli spasmolitici ed analgesici nelle normali dosi terapeutiche. Misure profilattiche: bere in quantità adeguata durante il processo di digiuno (non meno di 1- 1,5 l al giorno).


Modificazioni acute erosivo-ulcerose nell' area gastroduodenale

Capita raramente (nel 2-5 %). In caso di dolori epigastrici stabili, bruciore al cuore, eruttazione, va fatta una fibrogastroduodenoscopia. La presenza di variazioni acute erosivo-ulcerose nella mucosa dello stomaco e del duodeno è un' indicazione a cessare il digiuno. Vanno prescritti antiacidi (Almagel, Vikalin) oppure Venter (Surralfat), Di solito l' epitelizzazione di ulcera ed erosione avviene entro 10-14 giorni di digiuno.


Convulsioni

È molto raro che accada, di solito in digiuni a lungo termine (oltre 20-30 giorni). Si sviluppa la convulsione tonica dei muscoli del polpaccio, delle dita e della masticazione. Il motivo sono i cambi elettrolitici dell' acqua. Per uso interno, soluzione all' 1% di cloruro di sodio, 20-30 ml, 4-5 volte al dí. 


Sindrome da "sovraccarico alimentare"

Capita nei primi 3-5 giorni del periodo di rialimentazione, se si violano il prescritto regime nutritionale (sovralimentazione) o le quantità. Causa nausea, vomito, sovraccarico epigastrico, difficoltà ad evacuare. È necessaria una lavanda gastrica, somministrare un lassativo salato, e raccomandare astinenza dal cibo per 1-2 giorni (digiuno pieno). Misure profilattiche: mantenere il regime dietetico del periodo di rialimentazione nel digiuno terapeutico. 


Edema "salino"

Capita nel periodo di rialimentazione se non si mantiene la dieta (uso di sale, pesce salato, burro, formaggio, ecc.). Causa edema sotto gli occhi, mal di testa, debolezza, aumento della massa corporea (fino a 1,5-2 kg). L' edema passa da solo entro 1-3 giorni se la dieta non contiene sale. Diuretici (hypotiazide, ecc.) o lassativi aiutano a far sparire l' edema. Profilassi: esclusione assoluta del sale e prodotti che lo contengono per tutto il periodo di riabilitazione (3-4 settimane).
 

Indicazioni per la cessazione del digiuno:

  • rifiuto categorico dei pazienti a continuare il digiuno
  • pesante sviluppo di chetoacidosi, che non si possa trattare con bicarbonati
  • ripetuto collasso ortostatico
  • disordine permanente del ritmo cardiaco
  • sintomi di crescente insufficienza nella circolazione del sangue
  • tachicardia sinusoidale stabile (110-120 battiti /min. e oltre)
  • attacchi di coliche renali e biliari
  • marcata bradicardia (50 battiti/min. o meno)
  • aumento di contenuto nel sangue di AlAT, AsAT e/o bilirubina diretta 2 volte oltre la norma
  • variazioni acute erosivo-ulcerose nell' area gastroduodenale.


Controindicazioni assolute (limitazioni sanitarie) alla pratica di diete a bassissime calorie per perdere peso, o alla pratica del digiuno:

Aritmie maligne

Malattie che consumano le proteine 
(es. lupus, sindrome di Cushing)

Difetto di un sistema primario (es. difetto del fegato, del rene)

Terapia farmacologica che provoca degrado delle proteine (steroidi, 
agenti antineoplastici) 

Cancro metastatico

Diabete, tipo 1, giovanile

Infarto miocardico da meno di 6 mesi

Anoressia

Gravidanza o allattamento

 
 
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